La soppressata è il tipico salume Calabrese.
La ricetta
1 kg di carne magra (coscio-spalla)
150 gr di lardo (serve per rendere più morbido l’insaccato che altrimenti risulterebbe troppo legnoso)
20 gr di sale fino
7 grammi di conserva di peperoni
7 grammi di peperoncino piccante
7 grammi di peperoncino rosso dolce (il peperoncino dolce serve per colorare la carne di un bel rosso vivo)
Budello di maiale (il budello deve essere quello dell’intestino cieco) budello che si riterrà opportuno sciacquarlo e lasciarlo in ammollo in acqua e limone per qualche ora. Trascorso questo tempo, occorre risciacquare abbondantemente sotto acqua corrente e lasciare di nuovo in ammollo con acqua e limone.
La prima fase della lavorazione consiste nel macinare la carne insieme al lardo. Anticamente il tutto veniva fatto in punta di coltello, ma oggi per velocizzare è meglio usare un comune tritacarne. Dopo aver macinato la carne, bisogna mischiarla bene con il sale e le spezie e lavorare l’impasto con le mani almeno per mezz’ora. Il calore delle mani tenderà a fondere il lardo e l’impasto sarà pronto proprio quando le mani diverranno collose e la pasta inizierà a “filare”
A tal proposito, dopo aver chiuso la parte finale del budello con dello spago, si infila l’altra parte nel beccuccio della macchinetta apposita per insaccare.Una volta raggiunta la grandezza desiderata della soppressata, si chiude l’estremità con dell’altro spago, si taglia oltre la legatura e si prosegue con la legatura dell’altro pezzo di budello che conterrà la soppressata successiva. Si continua così fino alla fine del budello.Le soppressate vanno bucherellate con vengono bucherellate con una forchetta oh apposito ago e vengono riposte in un contenitore forato una volta venivano messe nelle "gabbiette" cassette in legno ricoperte di strofinacci e messo un peso sopra per poter perdere l'acqua in eccesso appunto dal nome soppressate bisogna lasciarle così per 24 ore.
Trascorso questo tempo, tutte le soppressate preparate si appendono in un luogo fresco ed asciutto. L’ideale sarebbe fare un po’ di fumo, mezz’ora al giorno per circa 10 giorni, con della legna secca ed aromatica, per velocizzare la stagionatura e per conferirli un leggero sapore di affumicato. Tuttavia, questa fase può essere evitata.
Il tempo di stagionatura varia a seconda del clima; più freddo è e meno tempo ci vuole. Di solito sono sufficienti un paio di mesi e comunque sono pronte quando risultano abbastanza dure. Nei tempi passati si usava conservarle sotto lo strutto, ma oggi , una volta stagionate, è molto meglio conservarle sottovuoto.
sabato 8 aprile 2017
Soppressata calabrese
La soppressata è il tipico salume Calabrese.
La ricetta
1 kg di carne magra (coscio-spalla)
150 gr di lardo (serve per rendere più morbido l’insaccato che altrimenti risulterebbe troppo legnoso)
20 gr di sale fino
7 grammi di conserva di peperoni
7 grammi di peperoncino piccante
7 grammi di peperoncino rosso dolce (il peperoncino dolce serve per colorare la carne di un bel rosso vivo)
Budello di maiale (il budello deve essere quello dell’intestino cieco) budello che si riterrà opportuno sciacquarlo e lasciarlo in ammollo in acqua e limone per qualche ora. Trascorso questo tempo, occorre risciacquare abbondantemente sotto acqua corrente e lasciare di nuovo in ammollo con acqua e limone.
La prima fase della lavorazione consiste nel macinare la carne insieme al lardo. Anticamente il tutto veniva fatto in punta di coltello, ma oggi per velocizzare è meglio usare un comune tritacarne. Dopo aver macinato la carne, bisogna mischiarla bene con il sale e le spezie e lavorare l’impasto con le mani almeno per mezz’ora. Il calore delle mani tenderà a fondere il lardo e l’impasto sarà pronto proprio quando le mani diverranno collose e la pasta inizierà a “filare”
A tal proposito, dopo aver chiuso la parte finale del budello con dello spago, si infila l’altra parte nel beccuccio della macchinetta apposita per insaccare.Una volta raggiunta la grandezza desiderata della soppressata, si chiude l’estremità con dell’altro spago, si taglia oltre la legatura e si prosegue con la legatura dell’altro pezzo di budello che conterrà la soppressata successiva. Si continua così fino alla fine del budello.Le soppressate vanno bucherellate con vengono bucherellate con una forchetta oh apposito ago e vengono riposte in un contenitore forato una volta venivano messe nelle "gabbiette" cassette in legno ricoperte di strofinacci e messo un peso sopra per poter perdere l'acqua in eccesso appunto dal nome soppressate bisogna lasciarle così per 24 ore.
Trascorso questo tempo, tutte le soppressate preparate si appendono in un luogo fresco ed asciutto. L’ideale sarebbe fare un po’ di fumo, mezz’ora al giorno per circa 10 giorni, con della legna secca ed aromatica, per velocizzare la stagionatura e per conferirli un leggero sapore di affumicato. Tuttavia, questa fase può essere evitata.
Il tempo di stagionatura varia a seconda del clima; più freddo è e meno tempo ci vuole. Di solito sono sufficienti un paio di mesi e comunque sono pronte quando risultano abbastanza dure. Nei tempi passati si usava conservarle sotto lo strutto, ma oggi , una volta stagionate, è molto meglio conservarle sottovuoto.
venerdì 7 aprile 2017
Gli antichi mulini ad acqua di San Pietro Apostolo Catanzaro.
Nella zona a ridosso di San Pietro Apostolo , lungo il fiume Amato , troviamo il percorso dei cinque mulini... Oggi purtroppo abbandonati ah se stessi una volta fonte di rendita e indispensabili nel poter vivere il quotidiano, con il macinato si faceva il pane da poter sfamare tutta la famiglia, si presume siano stati realizzati intorno al 1800, ed attivi fino al 1960/65 dove la popolazione portava le varie granaglie per ottenere la farina, si andava anche di notte dal cosiddetto "pendinu e vicenza" un sentiero di gradini che conduceva e conduce al fiume.
La presenza di mulini ad acqua, appunto 5, dislocati lungo il territorio fa del luogo un sito rilevante nell’ambito dell’archeologia idraulica.
La natura accidentata dei due versanti montani che si fronteggiano, formando un profondo "vallune" , impose la realizzazione di ardite costruzioni delle opere idrauliche destinate alla canalizzazione e all’accumulo dell’acqua.
L’acqua, captata a monte del mulino direttamente dal fiume Amato, indirizzata attraverso una condotta orizzontale nel bacino di raccolta, da questo viene convogliata in un’imponente corpo in pietra verticale o inclinato denominato "torre". Il dislivello di svariati metri esistente tra il punto di captazione del fiume e quello di uscita alla base della "torre" fanno fuoriuscire impetuosamente l’acqua, che aziona così una ruota orizzontale a pale collegata alla macina. Per ottenere la farina si versa il grano nella tramoggia in legno posta al di sopra della macina che ruota su quella fissa sottostante, polverizzando il grano in farina.
Spesso la miseria imponeva la necessità di macinare altri prodotti, tra cui soprattutto il granturco col quale si faceva il cosiddetto "pane giallo", meno soffice rispetto al pane di grano. Durante la guerra o nei periodi di grande carestia c’era anche chi era costretto a mangiare pane di altri cereali, di legumi, di castagne ecc.
giovedì 6 aprile 2017
San Pietro Apostolo e il Gen. Garibaldi
San Pietro a Tiriolo, si, cosi fu dato il nome e dopo aver avuto l'autonomia amministrativa fu cambiato in San Pietro Apostolo nel 1860, ed a ciò contribuì anche la sosta del Generale Giuseppe Garibaldi durante l'eroica Spedizione dei Mille, infatti la notte del 28 agosto del 1860 riposò in casa di Don Anselmo Tomaini nella sua trionfale avanzata verso il Napoletano. Una curiosità la tazzina dove il Generale Garibaldi bevve il caffè è ancora gelosamente custodita dai discendenti Tomaini.
Dagli scritti dell'epoca "Ci rimettemmo alacremente in viaggio traversato Tiriolo, la notte si prese stanza a San Pier di Tiriolo (oggi San Pietro Apostolo). Io alloggiai in una umile casa privata in compagnia del sottotenente Picozzi, del capitano Canzio e di Antonio Gallenga.
Dopo cena continuarono a letto le più pazze risate per uno schioppettio di motteggi di codesti due uffiziali burloni a tutte spese del Gallenga.
Ma ecco d'improvviso ci sentiamo diabolicamente abburattati, con il cigolio di porte, di stipiti, di travi e di muraglie. Io caddi dal letto; Gallenga n'era sceso, e barcollando come briaco, sillabò: Il terremoto! I sussulti e le sue oscillazioni perseveravano. Io agguantai in tempo la lucerna in atto di capovolgersi e la mantenni accesa. La sua luce tremolante illuminava a sprazzi la guancia costernata, il costume in naturalibus e le capriole del Gallenga; laonde più potè in noi in questo quadretti fiammingo che la coscienza della sovrastante ruina, e abbiamo riso sino ad averne lo stomaco doloroso. (Infatti ci fù una scossa di terremoto). Seguita la calma, l'ex -regicida,ricoricandosi, mormorava fra i denti: Il malanno e la malapasqua. La stanchezza ci vinse e dormimmo sino all'alba, insensibili a nuove ma più umani scosse.
All'alba in sella. A ventiquattro guide, comandate da Nullo, fu commessa una ricognizione sul nemico trascinatosi alcune miglia là.
Badate, Garibaldi raccomandò secondo il consueto, di non inoltrarvi troppo.
Io m'aggiunsi a quello stuolo d'amici, e via.
Dopo otto miglia eccoci al tu per tu coi posti avanzati delle tre brigate. Erano le cinque ore. Un torrentello separavali da noi. Discernevamo i comignoli delle case e il campanile del villaggio di Soveria situato in una valle oblunga. I garibaldini a Soveria Mannelli, dove ottennero la resa dei soldati borbonici.
Al Generale Garibaldi vennero dedicate diverse lapidi che ancora oggi possono esser lette in quanto affisse sulla parete di casa Tomaini, in particolare la seconda venne posta alla presenza del nipote del Generale nel 1960 (centenario della sosta nel paese); essa riporta così:
DA QUESTA CASA IL 30 AGOSTO1860
GIUSEPPE GARIBALDI
MOSSE ALLA VOLTA DI SOVERIA MANNELLI
QUESTA POPOLAZIONE
OGGI COME IERI
COMPATTA NELLA ESALTAZIONE
DEI SUPREMI IDEALI
DI LIBERTA' E DI GIUSTIZIA
CON COMMOSSO ORGOGLIO NE COMMEMORA
IL CENTENARIO
S. PIETRO APOSTOLO 29 - 8 - 1960
venerdì 23 settembre 2016
Linguine mare & monti
Ingredienti:
300 g. di funghi porcini
800 g. di vongole
350 g. di linguine
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino
2 pomodorini ciliegina
q.b. sale
q.b. olio extra vergine
q.b. prezzemolo
q.b. vino bianco
Procedura:
Le vongole prima di essere cucinate devono esser emesse a spurgare per almeno due ore in abbondante acqua salata. Risciacquare poi, prima dell'utilizzo.
Lavare accuratamente le vongole e metterle in un tegame sul fuoco con 3 cucchiai d'acqua per farle aprire.
In una padella con l'olio, far appassire l'aglio intero e il peperoncino. Aggiungere quindi i funghi tagliati a lamelle e rosolare a fuoco vivo.
Unire le vongole con la loro acqua di cottura filtrata e il prezzemolo tritato. Togliere l'aglio e far insaporire per 5 minuti.
Irrorare con il vino e far sfumare. A fine cottura unire i pomodori a dadini e regolare di sale.
lunedì 12 settembre 2016
CAMPIONATO ITALIANO FlyBoard
La “ASDC Flyboard Calabria”, con presidente Aldo Loiacono e segretario Danilo Scordia, hanno organizzato in questi giorni nella meravigliosa Tropea, una tappa del campionato di flyboard.Il Flyboard è uno speciale macchinario composto da una tavola per i piedi, nella quale sono innestati degli speciali stivali che ricevono la spinta derivante dalla pressione dell’acqua. Oltre alla tavola, sono elementi fondamentali del Flyboard delle giubbotti tecnici che permettono la propulsione in aria o sott’acqua. Come dicevamo prima nelle acque antistanti Santa Maria dell'Isola Tropea si è potuto ammirare le varie evoluzioni degli atleti, spettacolare quella di Danilo Scordia già campione nazionale. Presenti all’evento campioni mondiali Alberto Leceta, e Simon Desira, conosciuti dal popolo italiano per le sue numerose esibizioni..
mercoledì 12 agosto 2015
Flyboard Calabria
Il Flyboard è una macchina che permette la propulsione sott’acqua e in aria, collegata a una moto d’acqua, questa fantastica novità da tempo nella baia di Formicoli a pochi km da Tropea, dove si potrà noleggiare oppure per chi volesse intraprendere per la prima volta questo sport potrà sostenere dei corsi presso la spiaggia privata o presso la spiaggia di Formicoli a Santa Domenica di Ricadi.Il Flyboard® è molto intuitivo: è come imparare a camminare. Trovando il proprio equilibrio si sarà in grado di compiere ogni tipo di evoluzione, sia decollando dall’acqua, che tuffandosi in essa. In foto Danilo Scordia
domenica 31 maggio 2015
Melanzane ripiene
Melanzane, 4 (non troppo grandi) carne macinata, 400 g mozzarella/scamorza, 150g aglio, 1 spicchio uovo, 1 pecorino grattugiato, 50 g pangrattato origano sughetto semplice di pomodoro (aglio e basilico).
Mondate e lavate le melanzane, tagliatele a metà nel senso della lunghezza e scavate poi il centro lasciando alla melanzana uno spessore di un cm circa. Tritate la polpa ottenuta e, nel frattempo, fate bollire i gusci ottenuti in acqua leggermente salata finchè sono teneri ma ancora sodi (circa 10 minuti) - i gusci delle melanzane andrebbero fritti prima di essere riempiti, io li ho lessati per una questione di digeribilità. Comunque, a voi la scelta. Trasferite la polpa in una padella, unite l’aglio, salate e fate andare per 10 minuti a fuoco lento. Aggiungete la carne macinata e rosolatela leggermente. Condite con sale, pepe e lasciate raffreddare. Poi aggiungete l'origano, l’uovo, il formaggio grattugiato, la mozzarella – o un altro formaggio a pasta filata - e pochissimo pangrattato (mezzo cucchiaio?). Amalgamate il tutto, aggiustate di sale. Prendete una teglia da forno, versate sul fondo un po’ d’olio e la salsa di pomodoro (non troppa) ed allineatevi le scorze di melanzane. Riempitele con il composto preparato e fate cadere sulle melanzane un cucchiaio di salsa di pomodoro ed un po’ di formaggio grattugiato. Mettete in forno a 180°/190° per 45 minuti circa. Non dimenticare di versare un po' d'acqua sul fondo della teglia di cottura, per evitare di carbonizzare queste bontà! http://croce-delizia.blogspot.com/2010/07/melanzane-ripiene.html#ixzz0wkxQJ1RI
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Stefano Maiuolo Stefano Maiuolo,nasce il 16 gennaio 1991 a S overia Mannelli comune dell'entroterra calabrese in provincia di catan...


