venerdì 13 aprile 2018
Referente locale della Lega denuncia discariche abusive eternit
I nostri territori delle presila catanzarese di incomparabile bellezza che andrebbero assolutamente valorizzati ed invece deturpati e violentati dalla mano dell'uomo creando diverse discariche abusive, e ciò che afferma il referente locale della "Lega" Antonio De Santis di San Pietro Apostolo.
Dichiarando che in diversi punti nel territorio Gimiglianese confinante con il comune di San Pietro Apostolo, siamo sempre in provincia di Catanzaro, si possono notare dalle foto diverse discariche a bordo strada di vario materiale come calcinacci, sacchi d'immondizia, lavatrici, frigoriferi,batterie esauste di macchina,frammenti di pneumatici, materiale edile di risulta, rifiuti legnosi(mobili dismessi, cassette per imballaggi), materiale plastico(bottiglie, cassette, sacchetti), rifiuti di vetro, bottiglie ed altro, rifiuti ferrosi ed anche materiale igienico-sanitario, e inoltre il più pericoloso amianto con diversi fogli di eternit. Di conseguenza contaminando le falde acquifere rappresentando una grave minaccia per la salute pubblica.
mercoledì 11 aprile 2018
Riunione regionale "Lega" Calabria.
Organnizzato dal segretario e neo deputato On.Domenico Furgiuele e dal vice segretario regionale Bernardo Spadafora un'incontro tenutosi venerdì scorso 6 aprile presso la sede regionale di Lamezia Terme, per fare una analisi del voto,ribadendo che il merito raggiunto dalla Lega e di tutte le persone che si sono viste impegnate in questa campagna elettorale e sono scese in campo incontrando ogni giorno varie persone.
Inoltre nell'incontro si e discusso di varie tematiche ribadendo che ci sarà un'impegno costante per tutto il territorio calabrese, nella riunione erano presenti militanti, simpatizzanti e segretari provinciali e vari referenti cittadini si e poi passati alle varie nomine di rinnovo e di riconferme delle vari cariche.
Nasce una pagina Facebook della "Lega" nel territorio del Reventino.
Lega Salvini Premier San Pietro Apostolo questo è il nome della pagina Facebook, dall'idea del referente locale Antonio De Santis con l'autorizzazione del coordinatore regionale On.Domenico Furgiuele.
Pagina creata maggiormente per far conoscere i programmi della Lega sul territorio, ma pagina anche per mandare le varie segnalazioni e inefficienze riguardanti sia San Pietro Apostolo e sia tutto il territorio della Comunità Montana dei Monti Tiriolo, Reventino e Mancuso.
La pagina Facebook nasce anche per ribadire una presenza della Lega, con il nostro coordinatore regionale On.Furgiuele impegnato costantemente su tutto il territorio per dare sostegno nelle diverse realtà.
sabato 10 febbraio 2018
Antonio De Santis: Carnevale in Calabria "AFharza e li Fharzari"..
Largu faciti, o nobili signuri
ca fharza si cumincia a recitari!
Pi quantu cosa vecchjia è sempri nova
ca gustu nua tinimu a riprovari!
Nescia tu, sarda salata
ca trasu ia, Pasqua jiuruta,
e rifriscu sa quatrareddra
ccu na bella cuzzupeddra!
Alcuni versi in calabrese della "Fharza"
A fharza, cioè la farsa, una messa in scena per vie e piazze un cui ci sono il grasso Carnalevaru, protagonista indiscusso, ingrassato all'inverosimile e ubriaco per aver mangiato troppe salsicce e soppressate, la moglie Quaraisima, brutta, vecchia e magra, e poi altre figure come il notaio, il medico, il prete che parlano a favore del povero Carnalevaru esortando di non mangiare da soli perché chi mangia sulu s’affuca. Chiudeva il corteo una folla festante di bambini e adulti suonando l'organetto.
I fharzari, invece sono donne e uomini travestiti e irriconoscibili, in tutto il periodo di Carnevale solevano anche andare in giro di notte e bussare alle case di parenti e amici e le persone da cui andavano offrivano le "purpette" e un buon bicchiere di vino ("purpette"polpette fatte di carne di maiale) .
Il testo della Fharza e stato preso dal sito: http://www.reportageonline.it/carnevale-in-calabria-lazata-la-fharza-e-lo-scammaro/
La foto http://www.misiti.it/MinoranzeLinguistiche2/alb_tradizioni.html
domenica 23 aprile 2017
Il Santuario di San Giovanni Paolo II
Cardolo fa parte del comune di Feroleto Antico, in provincia di Catanzaro, nella regione Calabria.
La frazione o località di Cardolo dista 2 chilometri dal medesimo comune di Feroleto Antico di cui essa fa parte.
Direttamente dalla Polonia, il 19 maggio del 2014 ,arrivava a Cardolo, la reliquia di primo grado “ex ossibus” di Santa Suor Faustina Kowalska, canonizzata nel 2000, proprio dal Papa polacco. Questo dono preziosissimo dato al Santuario San Giovanni Paolo II, non rientrerà Più a Cracovia ma rimarrà per sempre esposta ai fedeli.
La chiesa della frazione Cardolo di Faroleto Antico, nella diocesi di Lamezia Terme, finora dedicata all’Annunciazione del Signore è stata dedicata a San Giovanni Paolo II il 25 aprile 2014. La celebrazione della dedicazione è stata presieduta dal vescovo, monsignor Luigi Cantafora. La Chiesa era stata aperta al culto il 1° marzo 2009. In data 31 gennaio 2014, approssimandosi la data della canonizzazione del beato Giovanni Paolo II, i fedeli hanno chiesto al vescovo di “riconsiderare il titolo della chiesa di Cardolo, per far sì che venga, invece, dedicata proprio a San Giovanni Paolo II”.
mercoledì 12 aprile 2017
Madonna di Termine o delle Trache
Pentone è un paesino poco distante dal capoluogo catanzarese (circa 15 km) ai piedi della Sila
piccola. Poco prima si può notare un Santuario, detto di Termine, immerso nel verde e nella quiete a qualche km più in giù ci e la Chiesa parrocchiale intitolata a San Nicola di Bari dove ci e custodita questa splendida statua (vedi foto)
Preghiera
Vergine Santa, siamo venuti quassù dopo lungo cammino, a traverso aspri sentieri e più aspri peccati, ed ora, mercè la Tua grazia, Ti veneriamo in ginocchio, e la Tua luce apre solchi di speranza nella fitta tenebra dei nostri peccati, e la Tua dolcezza placa l’urlo disperato della nostr’anima errabonda e la Tua misericordia ci solleva dal pelago fangoso di questa vita e ci riporta dinnanzi a Dio.
O creatura sovrana – la più umile e la più alta, dinanzi a cui cede ogni protervia, s’inchina ogni bellezza, s’infrange ogni assalto – noi Ti sappiamo “ fontana vivace di speranza “ , “ meridiana face di carità “ , “ termine fisso d’eterno consiglio “ , e Ti onoriamo per la gloria di Colui che si compiacque assumere in Te forma umana e salvare il mondo dall’errore sacrificandosi sul Calvario. Ed a Te, che sei la sorgente munifica d’ogni misericordia, chiediamo la grazia d’intercedere verso Dio per i nostri peccati, e di portarci a salvamento in questo mare burrascoso che ci logora e ci assalta senza tregua.
Senza di Te ogni nostro palpito è privato di calore, ogni nostro slancio senz’ali, ogni nostro grido senz’eco – perché Tu sei calore, ala, voce che portano a Dio. A Te dunque noi chiediamo grazie, con la speranza accesa come fiaccola nella tenebra; e da Te aspettiamo soccorso in ogni ora della nostra vita, che, di Te priva, si dissecca come pianta senza sole e senz’acqua.
Abbiamo atteso questo giorno luminoso con una dolce armonia nell’anima; ci siamo inerpicati su per questa montagna con ardore incessante, attratti dalla Tua divina forza, che è vita, verità, vita – od ora a Te aspettiamo la benedizione che ci affranchi dai mali e ci prepari la vita eterna.
Amen.
Venerdì Santo
Il Venerdì Santo è il primo giorno del Triduo pasquale, il periodo della Settimana Sante durante il quale la liturgia cattolica commemora la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. In particolare, il Venerdì santo si ricorda la morte in croce del fondatore del cristianesimo.
Secondo la tradizione cristiana Gesù Cristo è morto all'età di 33 anni e alle 3 del pomeriggio. I Vangeli raccontano che i sommi sacerdoti - le autorità religiose del tempo - cospirarono contro Gesù di Nazareth, perché si era proclamato "Figlio di Dio".
Tali autorità e i loro sostenitori hanno deciso di portare Gesù davanti a Ponzio Pilato, quinto prefetto della provincia romana della Giudea tra il 26 e il 36 dc. Questi non ha ravvisato nel Giovane Rabbi di Nazaret alcuna colpa per condannarlo, ma alla fine ha arrese alla pressione di una folla che reclamava la sua crocifissione.
Secondo il Vangelo di Matteo, Pilato si lavò le mani con acqua alla vista della gente, proclamandosi "innocente del sangue di questo giusto." Questo gesto di "lavarsi le mani" è l'origine dell'espressione che giunge a noi dalla narrazione di codesti fatti.
Poiché vi era l'usanza di rilasciare un prigioniero per la festa della Pasqua ebraica, Pilato ha deciso di mettere in libertà un tale ben noto per le sue ruberie chiamato Barabba, cedendo così alle pressioni dei manifestanti.I Vangeli narrano che Gesù fu spogliato dei suoi vestiti, che i soldati tirarono a sorte, gli hanno messo una corona di spine sul capo, e colpendolo con gli sputavano addosso sputavano e lo flagellarono.
Gli fecero portare la propria croce fin sulla cima di una piccola collina fuori di Gerusalemme chiamata Golgota, il luogo del cranio o Calvario,
Sul Golgota fu crocifisso tra due ladroni e sulla croce vi apposero un cartello che diceva "Gesù di Nazaret, Re dei Giudei" Secondo i Vangeli di Matteo e Marco prima di morire Gesù gridò a gran voce «Elì, Elì, lemà sabactàni» che significa «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Secondo Luca, poco prima di spirare Gesù disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Secondo Giovanni: "Tutto è compiuto". E spirò.
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