giovedì 18 novembre 2010
Antonio De Santis: Le ricette della nonna...
Antonio De Santis: Le ricette della nonna...: "Le olive schiacciate ricetta calabrese... Bisogna avere un bel sacchetto di ottime olive calabresi ancora acerbe per poi schiacciarle poss..."
Le ricette della nonna...
Le olive schiacciate ricetta calabrese...
Bisogna avere un bel sacchetto di ottime olive calabresi ancora acerbe per poi schiacciarle possibilmente con un bel sasso rotondo del nostro mare, eliminare quindi il nocciolo e mettere le olive in un recipiente pieno d'acqua fredda (la nonna utilizzava un recipiente di terracotta).
Le olive vanno tenute nel contenitore per alcuni giorni avendo cura di cambiare l'acqua due volte al giorno, dopo circa una settimana assaggiare le olive per vedere se si sono addolcite ma di solito sono già pronte per levarle dal recipiente per essere sgocciolate mi raccomando sgocciolatele ben bene e conditele con del peperoncino rosso piccante tagliato a pezzetti aggiungete spicchi d'aglio semi di finocchio selvatico origano del sale q.b. e mescolate bene, procurarsi dei vasetti in vetro precedentemente lavati e sterilizzati riempiteli di olive colmando il vasetto con un buonissimo olio extra vergine, dopo pochi giorni sono pronte per essere degustate.
Ah dimenticavo Buon Appetito...
Le ricette di Antony...
Bisogna avere un bel sacchetto di ottime olive calabresi ancora acerbe per poi schiacciarle possibilmente con un bel sasso rotondo del nostro mare, eliminare quindi il nocciolo e mettere le olive in un recipiente pieno d'acqua fredda (la nonna utilizzava un recipiente di terracotta).Le olive vanno tenute nel contenitore per alcuni giorni avendo cura di cambiare l'acqua due volte al giorno, dopo circa una settimana assaggiare le olive per vedere se si sono addolcite ma di solito sono già pronte per levarle dal recipiente per essere sgocciolate mi raccomando sgocciolatele ben bene e conditele con del peperoncino rosso piccante tagliato a pezzetti aggiungete spicchi d'aglio semi di finocchio selvatico origano del sale q.b. e mescolate bene, procurarsi dei vasetti in vetro precedentemente lavati e sterilizzati riempiteli di olive colmando il vasetto con un buonissimo olio extra vergine, dopo pochi giorni sono pronte per essere degustate.
Ah dimenticavo Buon Appetito...
Le ricette di Antony...
Antonio De Santis: Lungo il sentiero dei briganti tra mito e realtà.....
Antonio De Santis: Lungo il sentiero dei briganti tra mito e realtà.....: " Lungo il sentiero dei 5 mulini è un itinerario,potremmo definirlo,archeologico - naturalistico che si snoda per la valle dell'Amato dove p..."
Lungo il sentiero dei briganti tra mito e realtà...
Lungo il sentiero dei 5 mulini è un itinerario,potremmo definirlo,archeologico - naturalistico che si snoda per la valle dell'Amato dove prende anche il nome l'omonimo fiume.Qui si incontrano i resti dei mulini molto suggestivi da vedere.
Qui si snoda il sentiero dei Briganti con la pietra del tesoro, briganti che vissero in questi boschi. Altrettanto numerosi, conseguentemente, i racconti, le credenze, i canti, i proverbi che celebrano le gesta e le imprese dei briganti. Possibile rivivere questi luoghi in un percorso storico antropologico e geografico che offre un itinerario ambientale che conserva un certo fascino, nei pressi della pre Sila Piccola S.Pietro Apostolo cz...
lunedì 8 novembre 2010
Autunno in montagna.
Siamo nel centro della Calabria circondati da montagne spettacolari paesaggi mozzafiato che spaziano tra i due mari nel punto piu' stretto d'Italia solo 45 KM dallo Ionio al Tirreno esattamente nella pre sila catanzarese comunità montana dei monti Tiriolo Reventino Mancuso . Immersi in questi stupendi boschi di castagni di querce e di pini dove trova il suo habitat naturale il re indiscusso di questi luoghi il cinghiale, altri animali trovano rifugio, come la volpe rossa lo scoiattolo europeo il falco pellegrino il serpente innocuo nero.In autunno e non solo si trova il patron della cucina il fungo porcino profumatissimo,ma la vera regina e sua maestà la castagna.Percorrendo questi sentieri nei territori che si avvicendano tra i comuni di S.Pietro Apostolo Gimigliano e Cicala si scorgono diversi ruderi (le cosiddette pastillere) resti di una antica civiltà contadina questi piccoli fabbricati costruiti solo con la pietra in un'unico locale composto da due porte una inferiore e una superiore e diviso in due piani con assi di legno non accostate l'una con l'altra,nel piano inferiore i vecchi contadini accendevano il fuoco che doveva essere alimentato per almeno trenta giorni di continuo,nel piano superiore venivano adagiate le castagne sopra le assi e dovevano essere controllate con il sistema di girarle di volta in volta,tutto questo lavoro serviva per essiccare le castagne i cosidetti (pastilli) che sono le castagne per l'appunto portate allo stato di durezza per via dell'essiccatura per poi produrre la farina..
lunedì 1 novembre 2010
Antonio De Santis: Natuzza Evolo
Antonio De Santis: Natuzza Evolo: "Paravati è la frazione più popolosa e attiva del comune di Mileto con circa 3000 abitanti, nella provincia calabrese di Vibo Valentia. L'at..."
Natuzza Evolo
Paravati è la frazione più popolosa e attiva del comune di Mileto con circa 3000 abitanti, nella provincia calabrese di Vibo Valentia.
L'attuale centro abitato, si estende su un insieme di colline dolcemente ondulate ed è attraversato dalla Statale 18 Salerno-Reggio Calabria.
Il centro storico di Paravati risulta caratterizzato da 3 rioni: "la lupa" esposta al sole di mezzogiorno, "la marina" da dove si porge lo sguardo verso il porto di Gioia Tauro e "la chiesa vecchia".
Il 23 Agosto 1924 nasce Natuzza Evolo, avvolta da un mistero che oggi gratifica la storia di Paravati.
A 20 anni sposa il compaesano Pasquale Nicolace nella chiesa Santa Maria degli Angeli. La giovane coppia va ad abitare in una povera casetta, testimone silenziosa di visioni, colloqui, canti, messaggi dell'aldilà, Natuzza viene definita "la radio che trasmette dalla dimensione dell'eterno". Nonostante i fenomeni, Natuzza diventa madre di 5 figli, oggi felicemente sposati.
La vita di Natuzza è semplice e umile, povera e nascosta, ma allo stesso tempo straordinaria, per il nascere e crescere di alcuni fenomeni di cui lei è ignara spettatrice e docile strumento.
Natuzza non è mai andata a scuola, non sa leggere né scrivere. Fin da bambina ha il dono della bilocazione e di parlare con l'angelo custode, un bambino di ottonove anni che la guida e la consiglia nel dare risposte che solo una persona colta potrebbe dare.
Vede Gesù, la Madonna, San Francesco di Paola, Padre Pio e altri santi. Vede i defunti e conversa con loro, ha sudorazioni ematiche più evidenti durante la Quaresima con l'aggiunta delle stimmate che si trasformano, a contatto con bende o fazzoletti, in emografie : testi di preghiera in varie lingue, calici, ostie, Madonne, cuori, corone di spine.
Fin da ragazza Natuzza capì che la sua missione è di dare una parola di conforto alla gente. Così la sua casa in tutti questi anni ha visto migliaia di persone passare da lei affidandole sofferenze, angustie, invocando conforto e luce. E lei, facendosi carico delle loro sofferenze, da a tutti una parola di conforto, di speranza e di pace, una risposta certa, il sorriso e la gioia.
Da calabresi.net
L'attuale centro abitato, si estende su un insieme di colline dolcemente ondulate ed è attraversato dalla Statale 18 Salerno-Reggio Calabria.
Il centro storico di Paravati risulta caratterizzato da 3 rioni: "la lupa" esposta al sole di mezzogiorno, "la marina" da dove si porge lo sguardo verso il porto di Gioia Tauro e "la chiesa vecchia".
Il 23 Agosto 1924 nasce Natuzza Evolo, avvolta da un mistero che oggi gratifica la storia di Paravati.
A 20 anni sposa il compaesano Pasquale Nicolace nella chiesa Santa Maria degli Angeli. La giovane coppia va ad abitare in una povera casetta, testimone silenziosa di visioni, colloqui, canti, messaggi dell'aldilà, Natuzza viene definita "la radio che trasmette dalla dimensione dell'eterno". Nonostante i fenomeni, Natuzza diventa madre di 5 figli, oggi felicemente sposati.
La vita di Natuzza è semplice e umile, povera e nascosta, ma allo stesso tempo straordinaria, per il nascere e crescere di alcuni fenomeni di cui lei è ignara spettatrice e docile strumento.
Natuzza non è mai andata a scuola, non sa leggere né scrivere. Fin da bambina ha il dono della bilocazione e di parlare con l'angelo custode, un bambino di ottonove anni che la guida e la consiglia nel dare risposte che solo una persona colta potrebbe dare.
Vede Gesù, la Madonna, San Francesco di Paola, Padre Pio e altri santi. Vede i defunti e conversa con loro, ha sudorazioni ematiche più evidenti durante la Quaresima con l'aggiunta delle stimmate che si trasformano, a contatto con bende o fazzoletti, in emografie : testi di preghiera in varie lingue, calici, ostie, Madonne, cuori, corone di spine.
Fin da ragazza Natuzza capì che la sua missione è di dare una parola di conforto alla gente. Così la sua casa in tutti questi anni ha visto migliaia di persone passare da lei affidandole sofferenze, angustie, invocando conforto e luce. E lei, facendosi carico delle loro sofferenze, da a tutti una parola di conforto, di speranza e di pace, una risposta certa, il sorriso e la gioia.
Da calabresi.net
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Gli antichi telai di Tiriolo
Tiriolo Piccolo e grazioso borgo del catanzarese di un panorama unico la cui vista abbraccia i due mari lo Ionio ed il Tirreno, ed è qui che...
