lunedì 3 ottobre 2022

Gli antichi telai di Tiriolo

Tiriolo Piccolo e grazioso borgo del catanzarese di un panorama unico la cui vista abbraccia i due mari lo Ionio ed il Tirreno, ed è qui che probabilmente fine ottocento si vede il proliferarsi di tanti telai, dove le donne dopo il duro lavoro nei campi, si applicano nella lavorazione della tessitura producendo il fabbisogno per il corredo delle figlie la cosiddetta"dote". In particolare viene lavorato il "Vancale" scialle tipico di tutta la zona del catanzarese ma qui a Tiriolo la fa da padrone, "vancale" che richiede almeno un dieci dodici ore di lavoro nei telai antichi e la tessitrice deve coordinare dei precisi movimenti di mani e piedi, largo quasi due metri per la precisione 55 × 1,95 con delle sottili fasciature trasversali multicolori di giallo,viola,verde,rosso e azzurro che vanno a ravvivare il fondo nero.
Dagli anni 70 in poi si assiste all'abbandono dei telai quindi va man mano perdendosi questa arte della tessitura, oggi siamo ospiti dell'ultima bottega attiva la TessilArt della maestra artigiana Mirella Leone che da tantissimi anni tesse il Vancale e non solo, questo amore per la tessitura viene tramandato dalla madre Colacino Marianna Rosa tessitrice di tappeti e tela, la signora Mirella avvalendosi delle tecniche tramandate lavora con il telaio medievale questo particolare scialle che inizialmente veniva utilizzato come copripanca (panca dove veniva custodito il corredo) in dialetto appunto "vanca" da cui "vancale",realizzato in lana pettinata per l'inverno e seta per l'estate, la signora Mirella seppur mantenendo le tecniche tradizionali ha cercato di introdurre elementi di novità sia nella lavorazione e sia nei colori, creando dei pezzi unici di stile e originalità,per cui adesso viene anche utilizzato come accessorio di una certa eleganza nelle cerimonie e non da dimenticare prodotto molto apprezzato dai tanti turisti che vengono a visitare Tiriolo.
La TessilArt oltre nel produrre il prodotto d'eccellenza cioè il "vancale" i tappeti "pezzara" e la tessitura di lino e ginestra, ci illustra un'altro manufatto importantissimo per Tiriolo il vestito della "pacchiana" il costume tipico di fine 800 che indossavano tantissime anziane fino a qualche anno fà, la signora Mirella lo ricama con una vecchia Singer usando un cerchietto con il movimento coordinato si ricama con fili colorati su fondo nero e la stoffa che viene utilizzata e il "tfta". I pezzi sono 9 che compongono il vestito della "pacchiana"e sono:
1)Sottana che sarebbe la sottoveste 2)jippune corpetto a mezze maniche 3)Panno rosso con due fasce ricamate 4)Dubbriettu gonna plissettata di 6,5 mt. ornata di due fasce sempre ricamate una esterna una interna. 5)Mantisinu grembiule ricamato 6)Riccio Colletto ricamato 7)Manicotti coprono la parte terminale delle maniche della sottana, orlati da un ricco pizzo lavorato al tombolo o all’uncinetto. 8)Tovaglia copricapo 9) Vancale scialle di lana per l’inverno e di seta per l’estate, tessuto al telaio con un ordito che forma una trama caratteristica. Vestito da "pacchiana" cui era sempre lo stesso veniva solo scomposto,in base alla giornata quello da festa,lutto,da utilizzare in campagna ecc.

martedì 28 giugno 2022

La Capitale del sud della sedia "Serrastretta"

Quando si parla di sedie, di esperienza, di tradizione antica non si può prescindere dal citare Serrastretta grazioso paesino montano immerso nel verde lussureggiante della provincia di Catanzaro, (la capitale del sud della sedia) famosa appunto per la secolare produzione.
Nella fine dell'ottocento precisamente nel 1882 si da al via di questa particolare attività artigiana, anche perchè Serrastretta posto alle pendici della Sila è ricco di boschi quindi la materia prima cioè il legname non manca di certo. Già agli inizi del secolo scorso in questo centro montano si contavano più di cento produttori della particolare sedia di Serrastretta, prodotte in piccole aziende familiari dove sia l'uomo che la donna venivano coinvolti alla realizzazione. Da fine autunno fino a febbraio venivano abbatuti gli alberi per poi essere ridotti in ceppi per poter costruire lo scheletro della sedia, assemblato il tutto rigorosamente
senza chiodi ne colla, solo curando in modo perfetto nell'incastrare per bene ogni pezzo di legno nel dare solidità e contemporaneamente armonia alle forme, dopodichè finita questa prima fase si passa alla seconda fase di lavorazione, fase prettamente femminile che consisteva nell'impagliare la seduta (mbudatura) veniva utilizzata delle foglie di canna detta (vuda) pianta che cresce maggiormente nelle zone paludose, una volta intrecciata la sedia era quasi terminata rimaneva solo nel lucidarla.
Oggi Serrastretta conta il vanto di avere ancora degli artigiani anche se pochi rispetto ad un secolo fà che portano avanti questa tradizione. Fra cui abbiamo fatto visita ad un'azienda che produce sedie e tavoli e non solo ma anche arredi su misura da oltre 120 anni, parliamo della Paletta lavorazioni in legno di Giuseppe Paletta,
gentilmente ci ha ospitati spiegandoci le vari fasi della lavorazione, azienda che nasce nel lontano 1900 fondata da Michele Paletta producendo sedie tipiche del periodo, nel 1940 tocca al figlio Peppino proseguire l'attività fino al 1965 quando Michele uno dei figli di Peppino rilevà l'attività, dagli anni novanta ad oggi viene gestita da Giuseppe Paletta figlio di Michele tramandando l'antica produzione, ma nel contempo ampliando la scelta,
per soddisfare al meglio le esigenze del cliente. Nel 2007 Giuseppe Paletta crea un trono per Sua Santità Benedetto XVI portato in dono in Vaticano il 23 maggio dello stesso anno.

venerdì 4 febbraio 2022

Museo della civiltà contadina ed artigiana di San Pietro Apostolo

Il museo viene inaugurato il 27 aprile 2019 ed è gestito magistralmente dall'Associazione S.Maria del Carmelo. Un museo aperto di recente ma che ci porta con il cuore e con la mente a rivivere sensazioni ed emozioni in un tempo molto ma molto lontano.
Ubicato nei sottostanti locali un tempo adibiti a cantine e stalle dello storico palazzo Tomaini che vide soggiornare nella notte del 28 agosto 1860 l'illustre personaggio il Gen Giuseppe Garibaldi. In queste sale ristrutturate e concesse dall'amministrazione comunale di San Pietro Apostolo, Il visitatore trova un'esposizione, divisa in diversi ambienti, di un'enorme quantità di materiali come arredi,stoviglie,attrezzi per la filatura e tessitura,attrezzi per il lavoro dei campi,attrezzi per la preparazione del vino,formaggio e dell'olio per la lavorazione del legno e del ferro, i pesi e le misure di un tempo, ed in un angolo un'esposizione di vestiti molto interessanti d'epoca.
Si può godere immersi in un tempo che fù di un'autentica cucina con tanto di focolare, e come un tempo alzando gli occhi i salumi appesi ad essiccarsi. La maggior parte degli oggetti erano stati custoditi e conservati nel tempo da uno dei responsabili Antonio Mario Sirianni, a cui si sono aggiunti preziosi reperti affluiti grazie all'aiuto di tanti concittadini così da tramandare alle future generazioni la storia, gli avvenimenti,le tradizioni che hanno riguardato i propri antenati, che ci hanno preceduto e che col duro lavoro, l'impegno e la passione espressi in secoli di attività hanno contribuito a fare grande e importante il presente storico. Il museo dotato di laboratori didattici "un amico nell'orto" che promuove al rispetto della natura,degli animali, promuovere metodi di interazione non violenti tra uomo e animali, sperimentare tecniche di manualità antiche con l'utilizzo di materiali naturali. tutto questo guardando,imparando e costruendo l'amico degli orti più tradizionale di tutti: Lo Spaventapasseri! L'altro tema del laboratorio didattico è "L'arte della tessitura: il telaio a mano" consiste nella spiegazione delle varie parti di un telaio antico e della lavorazione della ginestra. Il territorio di San Pietro Apostolo ricco di castagneti, dove una volta la castagna rappresentava un'importante fonte di sostentamento per le famiglie, diversi sono i resti oramai di case di campagna dette "pastillare" che erano adibite per l'essiccatura di questo frutto, ed in questo museo si può visitare un pezzo straordinario è l'antica macchina per la sbucciatura delle castagne secche risalente ai primi del 900, la sbucciatura o pelatura delle castagne un tempo avveniva manualmente battendo le castagne contenute in un sacco di iuta su un ceppo o con altre tecniche manuali, poi si procedeva alla separazione della buccia con appositi vassoi dette "quarte". In un secondo tempo La sbucciatura si effettua con una macchina sgusciatrice a tamburo che libera le castagne dal guscio sfruttanto l'attrito per strofinamento quindi eliminando la buccia di castagna, pula, detto "purpitu".
Un grazie e un merito particolare per quest'opera,va dato all'Associazione S.Maria del Carmelo che prontamente ha accettato l'offerta dei locali da parte degli amministratori e fatto proprio l'invito ad avviare la pratica attuazione del progetto comunale,facendo proprio il motto "non c'è futuro senza memoria del passato". Per informazioni e prenotazioni si possono visitare i siti web: www.comfestesanpietroapostolo.it www.museoartecontadinaedartigiana.it

martedì 14 aprile 2020

Buon compleanno Nik

Il 16 aprile del 1929 nasce a Mammola Nicodemo Spatari in arte Nik Spatari.Nel corso della sua carriera pittorica e scultorea,
Spatari autore di numerose opere all'interno di luoghi di culto calabresi, tra i quali le vetrate, gli affreschi e il mosaico sull'altare della Chiesa del monastero di San Domenico a Reggio di Calabria.
È l'ideatore del Parco Museo Santa Barbara. Un grande sogno un pò partito per caso che più di 50 anni fà, ha preso il via da ruderi abbandonati, insieme alla moglie l'artista Hiske Maas, Nik Spatari ha dato vita a una importantissima mostra d'arte contemporanea a livello internazionale. Cui Museo ospita il grande affresco tridimensionale del Sogno di Giacobbe.
Un'augurio da noi ad un grande artista. Antonio De Santis Mario Greco

lunedì 7 ottobre 2019

Gli animali prevengono i terremoti?

( Nella foto scattata da me domenica 06 ottobre 2019 a Catanzaro si evidenzia un lampione su Corso Mazzini pieno di api... dp qualche ora una forte scossa di terremoto)...A quanto pare sì, pare ci siano correlazioni fra alcuni animali e l’attività sismica, si evidenzia che moltissime specie animali hanno una sorta di “sesto senso”, ma anche sensi tradizionali molto più sviluppati di quelli umani addirittura molto tempo prima riescono a percepire un terremoto. Le emissioni di campi elettromagnetici a basse frequenze, che sono un candidato plausibile per spiegare il comportamento anormale degli animali prima di un EQ . Rumori e brontolii a bassa frequenza. Alterazioni chimiche di falde acquifere, di terreni e della troposfera vicino all’epicentro. Emissioni di gas dal suolo (radom, ma non solo). Luci sismiche o EQL (Earth Quake Lights): più comunemente dette “luci da terremoto”, quei fenomeni luminosi che si possono osservare prima, durante e dopo i forti eventi sismici. Le specie indicatrici Ecco le specie che hanno messo in evidenza comportamenti anomali, come irrequietudine, spostamenti in massa, abbandono improvvisi di nidi e tane: api, lombrichi, millepiedi, serpenti, rospi, topi, talpe, pesci di fondo (pesci gatto, siluri, carpe), balene e cetacei, cani, gatti, maiali, bovini, ovini, capre, polli, ungulati selvatici, uccelli selvatici.

domenica 6 ottobre 2019

Sciame di api a Catanzaro

Oggi 06 ottobre su Corso Mazzini a Catanzaro su di un lampione all'altezza delle gallerie del San Giovanni, uno sciame di vespe ah cercato di crearsi un'alveare destando tanta curiosità nei passanti.

Catanzaro xx mostra micologica

Tenutasi presso le gallerie del San Giovanni Sabato 05 e Domenica 6 Ottobre la XX° edizione della tradizionale mostra micologica “Città di Catanzaro”, organizzata dal Gruppo Micologico “Sila Catanzarese”. Grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale. E stato il Presidente del Gruppo, Avv. Emilio Corea, ad inaugurare l’evento alle ore 9,00 di sabato scorso. I funghi sono stati esposti sia con il loro nome scientifico e col nome volgare, a mezzo di apposito cartellino sul quale e stata riportata l’indicazione circa la commestibilità.

Catanzaro giornata intensa per celebrare il 35°anniversario della visita di Papa Wojtyla

L'arrivo questa mattina all'ex Stac dell’altare sul quale ha celebrato la messa allo stadio Papa Wojtyla, 35 anni fà, saranno esposti tutti i più suggestivi e bei cimeli di quella visita del 6 ottobre 1984” mostra aperta fino al 10 novembre.

domenica 29 settembre 2019

Horror Story di scena in Sila

Presso lo storico albergo delle fate, sta andando di scena l'horror story una visita guidata, in stile “horror”, appunto, tra sale e stanze, in un’atmosfera piena di suspence, scenario surreale come l’Overlook Hotel reso famoso dal thriller psicologico “Shining”, uno dei capolavori di Stanley Kubrick. ( In Foto Giovanni Dardano)
Dopo essersi immersi nell'horror più "puro", con scene raccapriccianti, e infine per poter uscire il visitatore dovrà risolvere un'enigma riuscendo a trovare le chiavi della stanza in cui sono rinchiusi.
La Compagnia CineTeatrale del Brigantino, un gruppo di giovani calarsi nelle vesti di attori horror, dando il meglio di se grazie all'amore per il teatro e cinema, .
Lo spettacolo, nato su un’idea di Giovanni Dardano,regista, si è potuto concretizzare grazie al sostegno di Salvatore Piccoli, imprenditore locale, di My Tour Sila, agenzia di servizi turistici attiva all’interno del territorio del Parco Nazionale della Sila.
In queste due date del 22 e 29 settembre ha fatto registrare il tutto esaurito quindi gli organizzatori hanno pensato bene di proporre un'altra data, il 20 ottobre appunto, per poter soddisfare le varie richieste.

domenica 22 settembre 2019

Materia independent design festival

Siamo alla quarta edizione del Materia design festival ideato, dagli architetti Domenico Garofalo e Giuseppe Anania e dal direttore artistico, il designer Antonio Aricò. Nel complesso monumentale del San Giovanni dal 19 al 22 settembre vari gli artisti che espongono, fra cui vogliamo parlare di Elena Peruzzi designer, quello che si nota attraverso i suoi quadri è qualcosa di unico, un percorso materico-sensoriale,quadri da toccare e ascoltare per vivere il viaggio dell'artista in modo personale. Dieci sono le tappe nel territorio calabrese espresse attraverso materiali,suoni e odori, le tappe sono Cortale, Sersale, Crotone(Capo Colonna),Roghudi, Brancaleone, Soriano, Pizzo, Rossano, Cosenza (Castello Normanno). Vivere in un luogo non vuol dire semplicemente trascorrere su di esso una personale quotidianità, ma vuol dire anche appartenerci, scrivendo un pezzo di storia. Ogni posto è un fitto intrico di popoli, di linee, di tempo... Elena Peruzzi ha scelto di vivere qui la Calabria, osservando questa terra nella sua integrità.

domenica 4 agosto 2019

Rivive con una mostra il Grande Albergo Parco delle Fate

Grazie all'associazione My Tour Sila di Salvatore Piccoli coadiuvati da Ida Riccelli e Salvatore Montesani, l'icona della Sila rivive, si perchè il Grande Albergo Parco delle Fate è un'icona indiscutibile della verde Sila, in questo mese di agosto e settembre e possibile ammirare un'esposizione di dipinti di vari artisti, e una mostra fotografica, in più visitare con percorsi guidati, le sontuose sale interne di legno intagliato da bravi maestri Altoatesini, e poi splendidi arazzi intessuti da mani sapienti di Longobucco ammirare le varie suite dotate di bagno dove troneggia il marmo verde di Gimigliano, suite in un'atmosfera di caldo legno intarsiato e i colori vivaci di preziosi arazzi nelle pareti, suite dove vi hanno soggiornato vari vip fra cui Sophia Loren e Amedeo Nazzari, e ancora percorrere i corridoi per visitare sale da gioco, da thè, sala coiffeur, sala nursery vera e propria novità per l'epoca, persino una suite fatta realizzare appositamente per ospitare il Papa,si sperava un giorno di poter ospitare il Santo Padre all'interno dell'albergo, non avvenne mai,ma la suite pensata con le sue croci intagliate sulla testata dell'enorme letto, venne utilizzata per ospitare persone del clero in visita in Sila. Persino una piscina all'aperto per gli ospiti, oggi purtroppo scomparsa. Albergo costruito nel lontano 1929 da Eugenio Mancuso ed inaugurato nel 1931, progettato per essere un locale all'avanguardia destinato ad essere unico per quel periodo ospitando personaggi dell'alta società. Dopo la morte prematura di Eugenio subentro alla guida suo figlio Silvano, e nel 2004 cessò di far sognare i propri clienti dopo tanti e tanti anni di prestigioso lavoro. Oggi il Grande Albergo Parco delle Fate purtroppo e in stato di abbandono. Il nostro augurio che possa riaprire per far rivivere un sogno chiamato "Grande Albergo Parco delle Fate"

lunedì 29 ottobre 2018

L'Ulisse bifronte di Tiriolo

Il monumento, edificato negli anni ’80 dallo scultore calabrese Maurizio Carnevali, vuole essere un tributo alla teoria dello studioso tedesco Armin Wolf che ipotizza che Tiriolo fosse la Terra dei Feaci, di Alcinoo e Nausicaa, cantata da Omero nell’Odissea. Lo studioso tedesco nel 1954 cominciò una ricerca geografica, filologica e letteraria sul viaggio di ritorno in patria di Ulisse e facalizzò i suoi studi proprio in Calabria. Il legame di Tiriolo con lo studio di Wolf ha dato vita, di recente, ad un gemellaggio con Itaca. La scultura presenta diversi personaggi. Il primo, alla sinistra di chi guarda, raffigura Bacco, scolpito col calice in mano: la sua presenza è motivata dal ritrovamento a Tiriolo della tavola di bronzo del 186 A.C. riportante il testo del Senato – Consulto sui Baccanali, con cui i Romani proibivano i culti dionisiaci. In una conca a forma di nave con su la prua una testa di uccello, si snodano altre due figure: una femminile, bene evidenziata dal volto sino al seno, l’altra Marte col viso nascosto, addossata alla roccia nell’atto di impugnare la spada. La figura femminile della scultura è ambivalente: rappresenta Nausicaa, se correlata ad Ulisse, Venere se posta in relazione a Marte. E’ come se questa figura di donna si accendesse di luce diversa e cambiasse volto e simbologia in rapporto alla posizione. Il binomio Marte – Venere trova ispirazione nei versi introduttivi del “De Rerum Natura” di Lucrezio in cui il poeta chiede a Venere di placare le ire di Marte. La figura di Ulisse, invece, l’unica eretta, occupa la posizione centrale, coincidente con l’albero della nave che costituisce il contenitore figurativo dei personaggi. Ulisse è raffigurato con due volti. Essi, ben definiti, seguono il sole dall’alba al tramonto e guardano i due mari. Il corpo è volutamente indistinto, quasi a dire che il personaggio di Ulisse non è mai compiutamente definibile, perchè ogni generazione gli darà un significato diverso. Da https://www.tesorocalabria.it/tesori-di-calabria/tiriolo-cz-cose-da-farevedere/

Frutta martorana

La frutta di Martorana è un tipico dolce siciliano (la cui origine si ebbe nel palermitano), diffuso anche in Calabria. È un dolce famoso nel mondo perché la sua preparazione e confezionamento prevede, nella forma e nell'aspetto alla fine del processo di preparazione, la perfetta imitazione o riproduzione di frutta e talvolta ortaggi o pesci. Internamente è simile al marzapane ma notevolmente più dolce e saporito. La base della sua ricetta è esclusivamente la farina di mandorle e il miele. Veniva tradizionalmente preparata nelle celebrazioni della Festa dei Morti. Deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio greco-siriaco del re Normanno Ruggero II, nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, da cui prese il nome, e di quello di Santa Caterina nel centro storico di Palermo dove le suore la preparavano e la vendevano fino alla metà del 1900. Secondo una nota tradizione, la frutta di Martorana è nata perché le monache del monastero della Martorana, per sostituire i frutti raccolti dal loro giardino ne crearono di nuovi con farina di mandorle e zucchero, per abbellire il monastero per la visita del papa dell'epoca. Da Wikipedia

giovedì 18 ottobre 2018

Conoscere l'associazione Assoagry

Per via della mia attività oh voluto fare una piccola donazione all'Assoagry un'associazione di Amato che fino a poco tempo fa ignoravo l'esistenza, donazione che ha fatto si che accadesse di conoscere il suo Presidente Vittorio Corrado, con la segretaria Nancy Aranzalez nonché anche fondatrice dell’associazione, persone splendide, Vittorio e Nancy si prodigano da anni per le persone più deboli i bisognosi che sono sulla soglia di povertà, persone che hanno in comune un senso di profondo disagio nei confronti dell Stato e della società che li circonda, poi mi hanno illustrato la metodologia di questo ente solidale dicendomi che sono circa 500 persone che da anni possono contare sull’opera instancabile dei volontari di Assoagry che, oltre a distribuire indumenti, mobili e oggetti in ottimo stato di conservazione, provvedono all’assegnazione di alimenti di prima necessità, ma anche di frutta e verdura. Infine ci spiega il Presidente sui progetti futuri, intanto obbiettivo raggiunto ha fatto si che con la sinergia con altre associazioni e con le istituzioni del territorio l'associazione si dotasse di un’ampia cella frigo in cui conservare gli alimenti donati dal Banco Alimentare (dai 1200 ai 2000 chili al mese), dal mercato ortofrutticolo del quartiere Germaneto (dai 1.500 ai 2.000 chili di frutta e verdura al mese) e dall’“Ipercoop” del centro commerciale “Le Vele” (carne, pesce, pollo, formaggi e yogurt, ma anche pasta, riso, legumi, detersivi prossimi alla scadenza). Come dicevamo prima i progetti futuri avendo ha disposizione ben 3 ettari di terreno intorno alla sede è quello di dar vita ad una iniziativa di "agricoltura solidale" l'idea di offrire ad ogni assistito una porzione di terreno al fine di realizzare il proprio orto.Altro obbiettivo un'orto didattico con il supporto di specialisti del settore agricolo tenendo dei corsi sulla conoscenza intorno alle principali colture.

martedì 17 luglio 2018

Referente locale della Lega denuncia disservizi Osp. Soveria Mannelli

Sono inaccettabili i disservizi nell'Ospedale di Soveria Mannelli, a dichiararlo il referente locale di San Pietro Apostolo A.De Santis, soltanto vivendo sulla propria pelle si ci può davvero render conto, ultimo atto di ieri 16 luglio "cambi d'accesso" i prelievi del sangue avvengono per soli 15 "beneficiari" al giorno a discapito dei vari utenti maggiormente delle fasce più deboli come gli anziani, un grave atto, pensando che ogni mattino tanti e tanti si recano nel presidio ospedaliero della zona montana e purtroppo senza esito. Probabile che ci sia poco personale, ma la Regione deve farsi carico dei problemi della Sanità in particolare di queste aree montane, bisogna dare una risposta ai pazienti umiliati.

venerdì 13 aprile 2018

Referente locale della Lega denuncia discariche abusive eternit

I nostri territori delle presila catanzarese di incomparabile bellezza che andrebbero assolutamente valorizzati ed invece deturpati e violentati dalla mano dell'uomo creando diverse discariche abusive, e ciò che afferma il referente locale della "Lega" Antonio De Santis di San Pietro Apostolo.
Dichiarando che in diversi punti nel territorio Gimiglianese confinante con il comune di San Pietro Apostolo, siamo sempre in provincia di Catanzaro, si possono notare dalle foto diverse discariche a bordo strada di vario materiale come calcinacci, sacchi d'immondizia, lavatrici, frigoriferi,batterie esauste di macchina,frammenti di pneumatici, materiale edile di risulta, rifiuti legnosi(mobili dismessi, cassette per imballaggi), materiale plastico(bottiglie, cassette, sacchetti), rifiuti di vetro, bottiglie ed altro, rifiuti ferrosi ed anche materiale igienico-sanitario, e inoltre il più pericoloso amianto con diversi fogli di eternit. Di conseguenza contaminando le falde acquifere rappresentando una grave minaccia per la salute pubblica.

mercoledì 11 aprile 2018

Riunione regionale "Lega" Calabria.

Organnizzato dal segretario e neo deputato On.Domenico Furgiuele e dal vice segretario regionale Bernardo Spadafora un'incontro tenutosi venerdì scorso 6 aprile presso la sede regionale di Lamezia Terme, per fare una analisi del voto,ribadendo che il merito raggiunto dalla Lega e di tutte le persone che si sono viste impegnate in questa campagna elettorale e sono scese in campo incontrando ogni giorno varie persone. Inoltre nell'incontro si e discusso di varie tematiche ribadendo che ci sarà un'impegno costante per tutto il territorio calabrese, nella riunione erano presenti militanti, simpatizzanti e segretari provinciali e vari referenti cittadini si e poi passati alle varie nomine di rinnovo e di riconferme delle vari cariche.

Nasce una pagina Facebook della "Lega" nel territorio del Reventino.

Lega Salvini Premier San Pietro Apostolo questo è il nome della pagina Facebook, dall'idea del referente locale Antonio De Santis con l'autorizzazione del coordinatore regionale On.Domenico Furgiuele. Pagina creata maggiormente per far conoscere i programmi della Lega sul territorio, ma pagina anche per mandare le varie segnalazioni e inefficienze riguardanti sia San Pietro Apostolo e sia tutto il territorio della Comunità Montana dei Monti Tiriolo, Reventino e Mancuso. La pagina Facebook nasce anche per ribadire una presenza della Lega, con il nostro coordinatore regionale On.Furgiuele impegnato costantemente su tutto il territorio per dare sostegno nelle diverse realtà.

sabato 10 febbraio 2018

Antonio De Santis: Carnevale in Calabria "AFharza e li Fharzari"..

Largu faciti, o nobili signuri ca fharza si cumincia a recitari! Pi quantu cosa vecchjia è sempri nova ca gustu nua tinimu a riprovari! Nescia tu, sarda salata ca trasu ia, Pasqua jiuruta, e rifriscu sa quatrareddra ccu na bella cuzzupeddra! Alcuni versi in calabrese della "Fharza" A fharza, cioè la farsa, una messa in scena per vie e piazze un cui ci sono il grasso Carnalevaru, protagonista indiscusso, ingrassato all'inverosimile e ubriaco per aver mangiato troppe salsicce e soppressate, la moglie Quaraisima, brutta, vecchia e magra, e poi altre figure come il notaio, il medico, il prete che parlano a favore del povero Carnalevaru esortando di non mangiare da soli perché chi mangia sulu s’affuca. Chiudeva il corteo una folla festante di bambini e adulti suonando l'organetto. I fharzari, invece sono donne e uomini travestiti e irriconoscibili, in tutto il periodo di Carnevale solevano anche andare in giro di notte e bussare alle case di parenti e amici e le persone da cui andavano offrivano le "purpette" e un buon bicchiere di vino ("purpette"polpette fatte di carne di maiale) . Il testo della Fharza e stato preso dal sito: http://www.reportageonline.it/carnevale-in-calabria-lazata-la-fharza-e-lo-scammaro/ La foto http://www.misiti.it/MinoranzeLinguistiche2/alb_tradizioni.html

domenica 23 aprile 2017

Il Santuario di San Giovanni Paolo II

Cardolo fa parte del comune di Feroleto Antico, in provincia di Catanzaro, nella regione Calabria. La frazione o località di Cardolo dista 2 chilometri dal medesimo comune di Feroleto Antico di cui essa fa parte. Direttamente dalla Polonia, il 19 maggio del 2014 ,arrivava a Cardolo, la reliquia di primo grado “ex ossibus” di Santa Suor Faustina Kowalska, canonizzata nel 2000, proprio dal Papa polacco. Questo dono preziosissimo dato al Santuario San Giovanni Paolo II, non rientrerà Più a Cracovia ma rimarrà per sempre esposta ai fedeli. La chiesa della frazione Cardolo di Faroleto Antico, nella diocesi di Lamezia Terme, finora dedicata all’Annunciazione del Signore è stata dedicata a San Giovanni Paolo II il 25 aprile 2014. La celebrazione della dedicazione è stata presieduta dal vescovo, monsignor Luigi Cantafora. La Chiesa era stata aperta al culto il 1° marzo 2009. In data 31 gennaio 2014, approssimandosi la data della canonizzazione del beato Giovanni Paolo II, i fedeli hanno chiesto al vescovo di “riconsiderare il titolo della chiesa di Cardolo, per far sì che venga, invece, dedicata proprio a San Giovanni Paolo II”.

Gli antichi telai di Tiriolo

Tiriolo Piccolo e grazioso borgo del catanzarese di un panorama unico la cui vista abbraccia i due mari lo Ionio ed il Tirreno, ed è qui che...